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Castello di S.Cristina - Adversus in hostem


Il Ducato di Castro nacque nel 1535 ad opera di papa Paolo III Farnese. Il territorio era un grande triangolo che avendo la sua punta a nord est presso l'odierna Acquapendente distendeva poi a sud ovest i suoi confini fino al mare, e rispettivamente  a sud lungo il fiume Marta e a nord fino alla penisola dell’Argentario.

 

Lazio - Alta Tuscia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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IL DUCATO DI CASTRO

La “Cartagine della Maremma“:
storia della città di Castro  e del suo Ducato.


Antico Ducato di Castro

La  storia del ducato di Castro è strettamente legata alla storia della famiglia Farnese, per lungo tempo una delle famiglie più  importanti d’Europa, e che agli inizi del Rinascimento  cioè a  metà ‘500 creò dal nulla uno stato cuscinetto tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana. La città di Castro aveva già goduto con gli antichi Etruschi di una certa importanza, che rimase tale sotto i Romani. Di quel periodo restano a testimonianza la via cava tagliata nel tufo e le tombe etrusche di cui  la più importante e famosa è quella “della biga” dove fu rinvenuta appunto una biga con relativi destrieri ivi sepolti con il principe guerriero che vi riposava, scoperta da un equipe di archeologi belgi nel 1967.
L’importanza di Castro aumentò quando nel Medioevo la città divenne Diocesi con relativa sede vescovile, all'indomani della distruzione della città di Vulci nel 749 ad opera dei Saraceni. La sua posizione sembrava non di grande interesse, senonché, nel 1527 la città fu occupata da Pierluigi Farnese, figlio del cardinal Alessandro, futuro Paolo III.

Ma il papa del tempo Clemente VII inviò Galeazzo Farnese a riconquistare la città, che fu sottoposta ad un grave saccheggio, avvenuto il 28 dicembre 1527. Esso fu descritto nel 1575 dal notaio Domenico Angeli, abitante di Castro, nel De Depraedatione Castrensium et suae Patriae Historia.


Castro è cosi descritta :
 


"Situata su un'altura a forma di lira, circondata da rupi scoscese, da una valle profonda e da vigneti dove gli abitanti si recano per procurare canne. Tutto intorno pascolano le greggi. [...] Il centro di Castro è rappresentato da Piazza Maggiore.
Castro prima del saccheggio era una città ricca, munita di più di sette centurie di soldati ed era la più forte tra le città del Patrimonio di San Pietro."
 


Nel 1537, Papa Paolo III costituì il Ducato di Castro e Ronciglione e lo affidò a Pierluigi Farnese, suo figlio naturale.
La città divenne la capitale del Ducato e fu fortificata e abbellita con imponenti palazzi. Furono chiamati i  migliori architetti e ingegneri del tempo tra cui spicca Antonio da Sangallo il Giovane. Tra i palazzi più import
anti, sicuramente è la Zecca, ove veniva battuta moneta, sotto il nome di Pierluigi Farnese.
Purtroppo lo splendore di Castro fu di breve durata e con l’avvento del nuovo papa Innocenzo X Doria Pamphili, cominciò la rapida discesa.
Il papa cercò di riottenere le somme prese a prestito dai Farnese, e inviò un nuovo vescovo che fu ucciso dai sicari inviati da Pierluigi Farnese. A quel punto il papa ordinò l’assedio e poi la distruzione di Castro. Che fu portata a termine con efficienza scientifica dall’esercito papale.
Gli abitanti furono dispersi e la città sistematicamente rasa al suolo senza alcun rispetto neanche per le chiese ricche di affreschi ,che ancora oggi gli archeologi stanno lentamente portando alla luce.

Visitare oggi quello che resta della città di Castro è un po’ come visitare un sito Maya, una lussureggiante vegetazione ricopre le rovine sparse su un ampio costone di roccia tufacea  protetto su tre lati da strapiombi, un classico esempio di architettura difensiva usata dagli antichi Etruschi e Romani. Il fiume Olpeta ed il Fosso delle Monache circondano la città, mentre su un lato gli Etruschi avevano ricavato una via d’accesso con una delle loro classiche “vie cave”, scavate nel tufo. Ancora oggi su un lato della via cava si nota una iscrizione etrusca, forse opera del suo costruttore.

Invece chi operò la sua distruzione lasciò una scritta incisa su una pietra all’entrata:

Qui fu Castro